Iscritto nel 2025 (20.COM) nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità
1.1. Descrizione dell’elemento
La Cucina Italiana tra sostenibilità e diversità bioculturale rappresenta una fusione culturale e sociale radicata nelle abitudini alimentari, nell’uso delle materie prime e nelle tecniche artigianali di preparazione del cibo. È una pratica comunitaria che valorizza il rapporto intimo con il cibo, il rispetto degli ingredienti, la stagionalità e i momenti condivisi intorno alla tavola. Essa si fonda su ricette tradizionali spesso legate al riuso e alla lotta allo spreco, e sulla trasmissione intergenerazionale di sapori, conoscenze, gesti e memorie.
Questa pratica si esprime in ambito familiare, nelle scuole, nei contesti di festa e negli incontri sociali, coinvolgendo persone di tutte le età e generi. I saperi si trasmettono principalmente in modo informale all’interno delle famiglie, e formalmente nelle scuole di ogni ordine e grado, negli istituti alberghieri, nelle università e nelle accademie culinarie. I nonni trasmettono ricette e ritualità ai nipoti, mentre cuochi, gastronomi e professionisti sperimentano e reinterpretano la tradizione.
Oltre all’aspetto culinario, l’elemento rappresenta un modo di prendersi cura di sé e degli altri, di esprimere affetto e di riconnettersi alle proprie radici culturali. Favorisce il dialogo intergenerazionale, la coesione sociale e la continuità di espressioni culturali specifiche, tra cui lingue locali, gestualità e ritualità. La pratica contribuisce al benessere individuale e collettivo, promuove l’inclusione e rafforza il senso di appartenenza, offrendo un canale privilegiato di apprendimento permanente e condiviso.
La pratica della Cucina Italiana è diffusa in tutto il territorio nazionale e coinvolge una comunità patrimoniale estremamente ampia, composta da famiglie, gruppi informali, associazioni culturali, scuole, istituti alberghieri, università, accademie e professionisti del settore gastronomico. L’elemento è radicato nei diversi territori, riflettendo la ricchezza bioculturale delle regioni italiane e la varietà di paesaggi gastronomici locali, caratterizzati da saperi, ingredienti e tecniche distintive.
Oltre ai praticanti presenti in Italia, numerose comunità italiane all’estero mantengono e reinterpretano la tradizione, contribuendo alla vitalità dell’elemento e rafforzando il legame tra le generazioni e con il Paese d’origine. La localizzazione segue dunque la distribuzione delle comunità detentrici, sia sul territorio nazionale sia nella diaspora, e testimonia la forte continuità culturale dell’elemento in contesti domestici, educativi e comunitari.
1.2 Localizzazione geografica e raggio dell’elemento
La pratica della Cucina Italiana è diffusa in tutto il territorio nazionale e coinvolge una comunità patrimoniale estremamente ampia, composta da famiglie, gruppi informali, associazioni culturali, scuole, istituti alberghieri, università, accademie e professionisti del settore gastronomico. L’elemento è radicato nei diversi territori, riflettendo la ricchezza bioculturale delle regioni italiane e la varietà di paesaggi gastronomici locali, caratterizzati da saperi, ingredienti e tecniche distintive.
Oltre ai praticanti presenti in Italia, numerose comunità italiane all’estero mantengono e reinterpretano la tradizione, contribuendo alla vitalità dell’elemento e rafforzando il legame tra le generazioni e con il Paese d’origine. La localizzazione segue dunque la distribuzione delle comunità detentrici, sia sul territorio nazionale sia nella diaspora, e testimonia la forte continuità culturale dell’elemento in contesti domestici, educativi e comunitari.
1.3 Dominio (i) dell’elemento
- Tradizioni ed espressioni orali
- Pratiche sociali, eventi rituali e festivi
- Conoscenze e pratiche relative alla natura e all’universo
1.4 Decisione dell’Organo di valutazione
Iscrizione: 20.COM, 7.b.27